Open Science
Lettera aperta GII e GRIN sulla Scienza Aperta e sul futuro della comunicazione scientifica
La trasformazione digitale e la crescente disponibilità di strumenti per la diffusione della conoscenza hanno reso possibile ciò che fino a pochi anni fa appariva soltanto un auspicio: garantire un accesso ampio e tempestivo ai risultati della ricerca scientifica.
La comunità accademica italiana ha accolto con convinzione i principi della Scienza Aperta, riconoscendone il valore per il progresso della conoscenza, la trasparenza dei processi scientifici, la riproducibilità dei risultati e il più ampio impatto sociale della ricerca. Tali principi sono oggi al centro delle politiche europee e nazionali e trovano esplicito riconoscimento anche nel Piano Nazionale per la Scienza Aperta promosso dal Ministero dell'Università e della Ricerca.
Negli ultimi anni, grazie anche all'azione coordinata della CRUI e dei suoi organismi negoziali, le università italiane hanno potuto beneficiare di accordi trasformativi con i principali editori scientifici internazionali, che hanno favorito sia l'accesso alla letteratura scientifica sia la pubblicazione in modalità Open Access da parte dei ricercatori.
Tuttavia, gli sviluppi recenti nel panorama editoriale internazionale hanno evidenziato i rischi di una eccessiva dipendenza da modelli di Open Access fondati prevalentemente su tariffe di pubblicazione elevate e non sufficientemente trasparenti, che non sembrano tenere conto dei reali costi di servizio sostenuti dagli editori che, nella maggior parte dei casi, si basano sui servizi volontari di curatori e revisori provenienti dalla comunità scientifica. Ciò fa emergere con forza la necessità di sostenere infrastrutture aperte, interoperabili e governate dalla comunità scientifica.
Le preoccupazioni che qui esprimiamo si inseriscono in un dibattito ormai ampiamente sviluppato a livello europeo. Organizzazioni rappresentative delle comunità scientifiche e delle università europee hanno più volte richiamato l'attenzione sulla necessità di coniugare apertura, sostenibilità ed equità nei modelli di comunicazione scientifica, evidenziando i rischi di una eccessiva dipendenza da modelli di Open Access fondati prevalentemente sulle tariffe di pubblicazione.
L'obiettivo di rendere la conoscenza accessibile a tutti è pienamente condivisibile. Meno condivisibile è che tale obiettivo venga perseguito attraverso modelli economici che trasferiscono in misura crescente i costi della pubblicazione dagli abbonamenti alle tariffe di pubblicazione del singolo articolo (Article Processing Charges - APC), che sono spesso di entità molto elevata e in costante crescita.
Se non adeguatamente governata, questa evoluzione rischia di generare nuove disuguaglianze. La possibilità di pubblicare in sedi autorevoli potrebbe infatti dipendere sempre più dalla disponibilità di risorse economiche, penalizzando gruppi di ricerca con finanziamenti limitati, giovani ricercatori, progetti non sostenuti da grandi programmi competitivi e istituzioni con minore capacità di spesa.
In altre parole, il rischio è che si passi da un modello in cui tanti pagavano relativamente poco per leggere a un modello in cui gli autori pagano cifre elevate per pubblicare il singolo articolo, senza affrontare pienamente le questioni di equità, sostenibilità e accessibilità che la Scienza Aperta intende risolvere.
Come comunità scientifica dell'Ingegneria Informatica e dell'Informatica, riteniamo che sia giunto il momento di avviare una riflessione strategica sul futuro della comunicazione scientifica e sulle modalità più efficaci per garantire che i risultati della ricerca, spesso finanziata con risorse pubbliche, rimangano un bene pubblico.
Per questo il GII e GRIN invitano le istituzioni nazionali e gli attori del sistema della ricerca a:
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Rafforzare il sostegno alle politiche di Open Science
Garantire che l'accesso aperto ai risultati della ricerca rimanga un obiettivo prioritario delle politiche nazionali ed europee, assicurando la piena attuazione dei principi della Scienza Aperta nei processi di finanziamento, valutazione e disseminazione della ricerca. -
Promuovere accordi nazionali sostenibili e trasparenti con gli editori scientifici
Favorire modelli contrattuali che garantiscano l'accesso e la pubblicazione in Open Access a costi sostenibili e proporzionati ai servizi effettivamente erogati, evitando che l'onere economico ricada in misura crescente su singoli ricercatori, gruppi di ricerca o atenei. -
Sostenere e valorizzare una pluralità di modelli di comunicazione scientifica
Promuovere il Diamond Open Access, i repository istituzionali e disciplinari e tutte le forme di diffusione della conoscenza che garantiscano qualità scientifica, accessibilità e sostenibilità economica. -
Investire in infrastrutture aperte per la ricerca e la disseminazione della conoscenza
Sostenere la realizzazione e il consolidamento di infrastrutture aperte, interoperabili e governate dalla comunità scientifica, che consentano la conservazione, l'accesso, la diffusione e la valutazione dei risultati della ricerca. Esperienze internazionali come arXiv, OpenReview, Zenodo, Software Heritage, MetaROR e altre iniziative analoghe dimostrano che modelli fondati sulla cooperazione tra istituzioni pubbliche e comunità scientifiche possono rappresentare un'alternativa credibile e sostenibile nel lungo periodo. -
Riconoscere e valorizzare le infrastrutture e i servizi scientifici comunitari
Le attività di progettazione, sviluppo e gestione di infrastrutture aperte per la ricerca costituiscono un contributo essenziale al progresso della scienza e dovrebbero essere adeguatamente riconosciute nei sistemi di valutazione, finanziamento e valorizzazione delle istituzioni e dei ricercatori che vi partecipano. -
Adeguare i sistemi di valutazione della ricerca
Garantire che i processi di valutazione, finanziamento e progressione accademica riconoscano pienamente il valore scientifico dei contributi indipendentemente dal modello economico della sede editoriale, premiando la qualità, il rigore metodologico, l'impatto scientifico e sociale e l'apertura dei risultati della ricerca e non solamente il prestigio della sede editoriale. -
Definire una strategia nazionale per il futuro della comunicazione scientifica
Promuovere un confronto permanente tra istituzioni, università, enti di ricerca, biblioteche, comunità scientifiche, enti finanziatori ed editori per sviluppare una visione condivisa della comunicazione scientifica, fondata su apertura, sostenibilità, autonomia delle istituzioni pubbliche e valorizzazione della conoscenza come bene comune.
Questa riflessione non deve essere interpretata come una contrapposizione al ruolo svolto dagli editori scientifici, che hanno contribuito e continuano a contribuire in modo significativo allo sviluppo e alla diffusione della ricerca internazionale. Al contrario, essa nasce dalla convinzione che sia nell'interesse comune individuare modelli più equilibrati, sostenibili e inclusivi, capaci di conciliare qualità editoriale, sostenibilità economica e accesso aperto alla conoscenza.
La ricerca scientifica rappresenta uno dei principali investimenti che una società compie per il proprio futuro. Garantire che i suoi risultati siano accessibili, valorizzati e diffusi nel rispetto dei principi di equità e sostenibilità è una responsabilità condivisa che riguarda l'intero sistema della ricerca e delle istituzioni pubbliche.
GII e GRIN confermano il proprio impegno a collaborare con tutte le parti interessate per promuovere una Scienza Aperta che sia realmente aperta: accessibile ai lettori, sostenibile per le istituzioni e inclusiva per gli autori.
Gerardo Canfora, Presidente GII
Fabio Gadducci, Presidente GRIN